Lamezia Terme, 27 settembre 2015 - "Il regolamento per le associazioni a suo tempo promosso da Tano Grasso e in vigore presso il Comune di Lamezia è un buon regolamento che ha cercato di mettere ordine, dal 2011, ad un settore dove regnava incontrastata la confusione e i finanziamenti erano a pioggia e senza criterio. Non si vede perciò tutta questa necessità di modificarlo sottolineata ancora una volta, come nella passata consiliatura, dal consigliere Ruberto". Così, una nota di Sel, Sinistra ecologia e libertà in replica al consigliere comunale Francesco Ruberto.
"Il regolamento - prosegue la nota - fissa alcuni paletti essenziali e riteniamo inderogabili per una amministrazione che si voglia tenere su un piano di piena legalità e lontano da relazioni pericolose. Nell’art. 2 ad esempio disciplina i requisiti per l’iscrizione, requisiti che tra l’altro indicano che le associazioni richiedenti non abbiano fini di lucro, siano composte da organismi democraticamente funzionanti con uno statuto i cui associati non abbiano riportato condanne per reati di mafia o per altri reati; all’art. 3 sono elencate le modalità per la richiesta di iscrizione, codice fiscale e partita iva, sede legale, elenco degli associati, data di nascita della associazione, attività svolta sul territorio almeno nell’anno precedente, e cosi via. A leggerlo, come chiunque può fare, non pare essere di fronte ad una normativa bulgara, ma a regole minimali, e di buon senso, che garantiscono la pubblica amministrazione chiamata a erogare contributi nel settore culturale. Non riteniamo nemmeno utile mescolare assieme associazioni sportive e culturali, come forse vorrebbe Ruberto, modificando l’attuale regolamento per l’accesso ai benefici: ci sembra chiaro che tutto ciò aprirebbe il campo a confusione e ad equivoci, a dir poco. Non vorremmo trovarci infatti con società sportive che organizzano eventi culturali o viceversa, in un’allegra inversione dei ruoli non sappiamo quanto genuina. E’ bene dunque che i campi rimangano distinti, come succede nella maggior parte dei comuni del paese. In una sola cosa Ruberto ha ragione, quando dice che il regolamento non sempre ha funzionato: purtroppo sono state troppe, e non “alcuni”, e non sempre su progetti di qualità, le associazioni che hanno ricevuto finanziamenti e contributi, tutte variamente colorate. Ci perdoni allora Ruberto se diciamo che non è questa la priorità su cui impegnare energie nel settore della cultura. E visto che ci siamo vorremmo sottolineare a chi di competenza, e naturalmente in primis al sindaco Mascaro, un paio di importanti cose che si potrebbero fare subito, e a costi zero:
1) l’istituzione del nuovo “Archivio storico comunale” con relativo regolamento, dove allocare il patrimonio documentale amministrativo della città, che da decenni versa in uno stato di semiabbandono. A tale proposito è bene segnalare che una pratica di delibera era stata approntata dalla precedente commissione cultura ( era anche arrivata in consiglio), grazie anche all’impegno dei componenti e in particolare di Teresa Benincasa che ne era presidente. Basterebbe riprenderla, se lo si ritiene magari modificarla, e riportarla in consiglio per approvarla.
2) la sistemazione del patrimonio di circa 180 ‘foto storiche’ della città e dei suoi ex comuni, già oggetto di varie mostre nei locali del chiostro S. Domenico e al liceo Classico: l’intera galleria di fotografie, che costituisce una straordinaria memoria storica, è nella disponibilità del Comune che l’ha acquistata da ‘Storicittà’ ed è attualmente in attesa di una sistemazione. Trovare dei locali adatti ad accogliere questa importante raccolta di immagini, di luoghi e di persone, per farne un’esposizione permanente aperta ai cittadini ed alle scuole, è un’altra cosa utile cui occorrerebbe lavorare. Lasciamo in pace il regolamento di Grasso che, checché ne dica Ruberto, ha garantito in questi anni tutti, ma proprio tutti, nessuno escluso".