Movimento Territorio Lavoro Logo3Lamezia Terme, 26 settembre 2015 -  "A causa delle persistenti ed infondate accuse rivolte al consigliere comunale Massimo Cristiano e al Movimento Territorio e Lavoro-NcS, relativamente a quanto accaduto l’11 agosto scorso nel quartiere Capizzaglie, è stato deciso che nei prossimi giorni sarà depositata presso la procura della Repubblica di Lamezia Terme formale denuncia-querela per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa".

Cosi una nota del Movimenmto Territorio e lavoro che agirà "nei confronti delle associazioni firmatarie della nota apparsa sui alcuni media locali in data 12 sgoto 2015 (Casa della Legalità e della Cultura, Centro di Documentazione InvictaPalestina, Collettivo Autogestito, Casarossa40, Collettivo Autonomo Altra Lamezia, Collettivo Ri-Scossa Studentesca, Lamezia Insieme,Partito della Rifondazione comunista-Circolo Adelchi Argada, Sinistra Ecologia Libertà - Lamezia Terme,Spazio Sociale Terra e Libertà, Unione Sindacale di Base), del consigliere comunale di Lamezia Insieme,Rosario Piccioni, che il medesimo giorno ha attribuito al Presidente Massimo Cristiano “considerazioni razziste”, del Movimento Cinquestelle e di quanti altri che strumentalmente hanno reso dichiarazioni diffamatorie, che nulla hanno a che vedere sana dialettica politica, su alcuni media circa “aggressioni e minacce” in realtà mai avvenute. Un'azione forte e dettagliata che si rende necessaria in virtù del fatto che il nome del Consigliere Comunale Massimo Cristiano insieme a quello del Movimento viene continuamente accostato impropriamente per fatti mai accaduti. Pensavamo che la vicenda finesse  l’11 agosto con la calura estiva, ma considerato il persistente accanimento mediatico che quasi quotidianamente viene portato avanti verso il Movimento abbiamo deciso di intraprendere le vie legali. Si tratta di un atto dovuto al fine di tutelare l’immagine di un Movimento giovane e ben radicato nel tessuto sociale, che è stato sottoposto a gravissimi e ingiustificabili tentativi di delegittimazione. Nei fatti, tutti i componenti del Movimento, ad iniziare dal presidente Massimo Cristiano, non hanno mai avuto comportamenti discriminatori, razzisti o violenti - benché si tenti ad ogni piè sospinto di affermare il contrario -  adottando, invece, un atteggiamento sempre improntato alla correttezza e al rispetto degli altri, in un costruttivo dialogo politico e sociale. Rimarchiamo con forza un concetto, l’ 11 agosto nel quartiere Capizzaglie i residenti hanno espresso un forte malessere sociale, proprio dinanzi la sede della Progetto Sud che si trova davanti la nostra sede in via dei Bizantini. Quel giorno noi di Mtl siamo stati chiamati da alcuni cittadini. Quindi, riteniamo gravissimo il fatto anche se nessuno dei tesserati di MTL si sia reso partecipe di qualsivoglia atteggiamento offensivo verso chicchessia, sia stato tirato in ballo solo perche la nostra sede è collocata a pochi metri dalla Progetto Sud, con la quale non abbiamo mai avuto alcun genere di attrito in tutti questi anni. Ribadiamo un altro concetto fondamentale che le forze di polizia hanno presidiato la zona senza mai intervenire e senza rilevare atteggiamenti penalmente perseguibili verso Mtl, quindi rimane lo stupore di come soggetti non presenti in via dei Bizantini quel giorno abbiamo potuto descrivere dettagliatamente un qualcosa che non hanno mai visto in prima persona, quindi emanando “sentenze” sommarie. Ci sentiamo di dire inoltre che la nostra sede è aperta da ben 5 anni e mai i cittadini di Capizzaglie hanno manifestato intolleranza verso persone di colore. Rivendichiamo la nostra posizione contraria all’immigrazione clandestina e senza regole, cosa differente dall’immigrazione regolare e dalle forme di tutela internazionali che noi riconosciamo. Ovviamente - conclude la nota di Mtl - si tratta di un elementare concetto. Per tale ragione, nelle sedi opportune dimostreremo l’infondatezza delle accuse che sono state incessantemente rivolte nei nostri confronti e chiederemo un risarcimento danni che se accolto verrà devoluto nei confronti delle famiglie bisognose lametine".