Ruberto Pasqualino200Lamezia Terme, 23 novembre 2013 - “Una forte e inconfutabile condanna politico-amministrativa il sindaco di Lamezia Speranza l’ha già avuta.  Il dissesto finanziario del Comune, al di là della cifra, siano 5 milioni di euro o di più come si presume, dimostra l’assoluta  incompetenza gestionale di questo sindaco che da anni ornai  cerca di aggrapparsi sugli specchi”. Così, Pasqualino Ruberto del Nuovo Centrodestra al quale ha aderito il leader del Movimento Labor e che nella prossima settimana sarà presentato ufficialmente anche a Lamezia.

“Questa Amministrazione, e il suo primo cittadino in particolare - prosegue Ruberto - non solo hanno portato il Comune di Lamezia alla bancarotta, ma non hanno fatto nulla per evitarla pur sapendo quale era la situazione economica dell’Ente. Una forte condanna politica, dunque già sancita, oltre a quella amministrativa che sarà comminata dalla Corte dei conti. E nemmeno vale l’artificio di scaricare sugli altri la propria responsabilità. Come è accaduto per esempio con i Revisori dei conti o i funzionari del Comune, l’Ufficio di ragioneria del Comune, la banca tesoriere etc etc.  Tutti i nodi, legati alle difficoltà dell’Ente, sono venuti a galla. E fa specie che un’Amministrazione di un grande Comune come Lamezia Terme, non sappia prevedere spese e gestire introiti, presunti o reali; accantonamenti e via discorrendo. Non serve un grande economo per comprendere la natura dei “guai” economici in cui è stato relegato il nostro Comune. D’altronde tanta incapacità di governare è testimoniata ancora una volta dall’ennesimo richiamo della Corte dei conti che parla apertamente di “disinvolti metodi di procedura contabile” e di un Ente, il Comune appunto, che avrebbe “dimostrato inadeguate capacità ad adottare risolutivi rimedi al fine di eliminare le rilevate criticità e inattendibilità delle scritture contabili”. Situazioni, dunque, di una gravità enorme che fanno il paio con i tanti e pignoramenti milionari a danno del Comune. Imputare le proprie colpe, sostenendo di non essere responsabili delle scritture contabili significa che si è toccato il fondo: mascherare, in questo modo, le proprie incapacità rappresenta di fatto il capolinea di una esperienza amministrativa senza ritorno. Purtroppo, le colpe ricadranno sui cittadini lametini con ulteriori sacrifici da sostenere. Lavarsi la coscienza - prosegue Ruberto - annunciando che “in questi giorni nel nostro Comune arriveranno 6,4 milioni di euro con cui si pagheranno imprese per prestazioni e servizi erogati fino a tutto il 31 dicembre 2012”  fa parte solo dell’uso della demagogia, in un contesto assolutamente normale di trasferimento fondi ai Comuni. Il sindaco ha la capacità di far passare per “conquiste” le più le cose ovvie e scontate. E’ quanto ci ha abituati una sinistra senza cultura di governo e impegnata solo in passerelle senza frutti concreti per la città. D’altronde cosa ci si può aspettare da un’Amministrazione che porta in Consiglio il Bilancio di previsione 2013 nel mese di novembre. Cosa si può prevedere se l’anno è già passato? Appare allora palese che l’esperienza amministrativa del sindaco è alle fasi conclusive con l’aggravio, come previsto dalla Legge Severino, di una pesante “sentenza” politica legata alle responsabilità amministrative non appena la Corte dei conti avrà messo la parola fine su questa drammatica situazione. Ovvero, la spada di Damocle per il sindaco dell’incandidabilità per i prossimi 10 anni. Giacché, recita la Legge, i sindaci, ritenuti responsabili del dissesto finanziario dell’Ente locale non sono candidabili, per un periodo di dieci anni, al Parlamento nazionale e a quello europeo, nonché alle cariche elettive di sindaco, di presidente di Provincia, di presidente di Giunta regionale, nonché di membro dei Consigli comunali, dei Consigli provinciali, delle Assemblee e dei Consigli regionali. Al sindaco Speranza potrebbe costare davvero cara la disinvoltura con la quale ha amministrato il nostro Comune”.