Panedigrano Nicolino 1Lamezia Terme, 21 novembre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Tutto possono e devono fare le associazioni e le istituzioni forensi di Lamezia, meno che mettersi a polemizzare tra loro, magari alla ricerca di visibilità o primogeniture.

In questo senso riteniamo che il collega Materasso di Sintal avrà letto un resoconto infedele del comunicato dell'Anf sulla cosiddetta vittoria di Pirro. Perché, se lo avesse letto per intero, avrebbe sicuramente capito che vi si metteva in risalto solo amarezza, delusione e sensazioni frustranti dei cittadini e degli operatori della giustizia per lo stato di disarmo in cui si trovano il Tribunale ed il Giudice di Pace. Nessuno infatti può mettere un dubbio che quella ottenuta un anno fa contro la volontà di sopprimere il Tribunale sia stata una vittoria, sofferta, ma piena. Anche se, non dimentichiamocene, Pirro vinceva effettivamente le sue battaglie contro Roma, ma alla fine perse la guerra. Tant'è che lo stesso Materasso conclude la sua riflessione sostenendo che bisogna ora fare di più “Se non si vuole far diventare quel grande successo ottenuto una vera e propria disfatta”, cioè proprio quello che accadde a Pirro. Adesso, è vero, dobbiamo tutti insieme fare ogni cosa per ottenere che il nostro Tribunale sia dichiarato “sede disagiata”. Sapendo, però, che anche questo rischia di essere solo un rattoppo. Perché sede disagiata il nostro Tribunale lo era già, ed è bastato un stormir di vento perché la qualifica gli fosse tolta. Mentre guarda caso pare sia rimasta a quello di Catanzaro. Per rimettere in sesto il nostro, come tutto il sistema giudiziario calabrese, ci sarebbe bisogno di politici con quelle “palle d'acciaio” di cui si fregia il nostro Primo Ministro. Ma come si sa, se uno gli attributi non ce li ha, non se li può dare. E il conto dei servi sciocchi lo paga sempre il padrone, cioè nel nostra caso i cittadini lametini che continuano ad eleggere rappresentanti di questa pasta.

Associazione nazionale forense
Il presidente della Sede di Lamezia Terme
avv. Nicolino Panedigrano