Lamezia Terme, 13 novembre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Compiaciuti della certezza di aver colpito nuovamente nel segno, rispondiamo volentieri alle sigle politiche e sociali che nell’argomentare sulla tematica Rom hanno ritenuto opportuno tirare in ballo il Movimento Politico La Destra di Lamezia Terme.
Avevamo già ridotto al silenzio L.S.O.A. Ex Palestra, che senza argomentazioni valide, si era avventurata in un attacco giornalistico indirizzato al nostro movimento senza riuscire a tenere testa ai nostri ragionamenti (non abbiamo registrato alcuna risposta al nostro ultimo articolo in risposta). Questa volta a riprovarci, registriamo il “circo della dell’integrazione senza se e senza ma, al completo”, il solito carrozzone di sigle molte delle quali “mono-componenti” nel senso che tutte insieme non hanno un numero di membri minimo utile ad organizzare neanche una partita di calcetto, che noi non abbiamo mai visto in città e che mai sono “venuti a farci visita” al fine di un confronto costruttivo, durante le nostre iniziative pubbliche. Credendo forse di impressionarci, vomitandoci addosso accuse di razzismo e xenofobia, in realtà questa miscuglio di “mono-realtà” tentano di difendere solo i propri interessi economici riferiti al grande “Business sui rom”, ostruendo di fatto lo Sgombero di Scordovillo, tra queste sigle, pur riconoscendone alcune che fino ad oggi godevano del nostro rispetto, notiamo la presenza di alcune associazioni che con il No Profit non hanno nulla a che fare, e che anzi hanno costruito nel tempo attività economiche finanziate solo ed esclusivamente con soldi pubblici assegnati spesso arbitrariamente, “schivando” forse le regole del concorso o dell’appalto pubblico. Ci fa specie poi che il partito del sindaco Speranza e del presidente della Multiservizi Miletta, che da oltre 20 anni avallano il foraggiamento di associazioni come “La Strada” con circa 100.000 euro all’anno per opere d’integrazioni - nonostante queste siano state considerate nella fattispecie fallimentari dallo stesso provvedimento di sgombero decretato dalla procura della Repubblica di Lamezia – oggi si affanna con stessa la associazione La Strada a richiedere ufficialmente ulteriori “forme solidali ed inclusive di accoglienza ed integrazione », lasciando intendere quasi che il richiedente e il “destinatario” siano gli stessi soggetti, -“lo vadano a spiegare alla gente che i soldi dell’IMU, invece che essere spesi per servizi alla città, sono “finiti” nel campo rom di Scordovillo”-. Questa volta veniamo classificati come reazionari, ma Noi a questi appassionati di “militanza da tastiera”, suggeriamo di uscire dalle loro calde e comode stanze per andare a confrontarsi con la gente che vive nei dintorni di “Scordovillo”, di scambiare qualche parere con i residenti di “Ciampa di cavallo”(ancora l’assessore Gallo non ci ha spiegato come mai nel quartiere dove era iniziata la raccolta differenziata del pattume, è stata riportata l’ uso dell’indifferenziata), di parlare con il personale medico, con il personale tutto del vicino nosocomio cittadino, con l’utenza, con chi abita nelle zone adiacenti Scordovillo, lo vadano a chiedere a chi paga le tasse e non arriva a fine mese, ai disoccupati, a chi perde il lavoro, ai precari, agli sfrattati, andate a dire che i Rom vengono prima di loro, chiedano anche cosa ne pensano dei Rom che non rispettano le regole(attenzione solo ed esclusivamente chi non rispetta le regole, chiaro come concetto?), vadano a chiedere cosa ne pensa in realtà la popolazione, sicuramente avranno spiacevoli sorprese a meno che non si sbilanceranno a chiamare razzisti gran parte della popolazione lametina, noi abbiamo e stiamo raccogliendo, testimonianze da brivido, tutta gente disperata a cui rivolgiamo un appello “resistete ancora un po” aiutateci ad aiutarvi unitevi a noi. Ci accusano di razzismo, ma non si rendono conto che la gente è stanca del loro bigottismo, del buonismo di una “Sinistra al caviale” che esprime una classe dirigente autoreferenziale, in grado di percepire centinaia di migliaia di euro in stipendi e consulenze, senza dare un contributo concreto alla collettività. Parlano di grandi sistemi, ma non sanno che la loro visione ”accoglienza a tutti i costi a scapito degli Italiani” frutto di una visione “Globale” multiculturale tendente a disintegrare gli stati sovrani e le etnie, inculcata per anni nella mente delle persone, è risultata la migliore arma per le forze tecnocratiche e neo liberali per far breccia nella società italiana, ora più che mai a pezzi. Se loro sono per “il cavallo di ritorno”, per le case prima ai Rom e agli extracomunitari, per i pneumatici dei camion incendiati al centro della città, per le violenze subite nel piazzale dell’ospedale G.Paolo II, noi “populisti”, perché forza di popolo, rimaniamo dalla parte di chi è realmente discriminato “gli Italiani”, continueremo a sostenere, che per la casa ed aiuti sociali prima vengono quei cittadini che dimostrano di rispettare regole del vivere civile,diritti e dovevi, non solo diritti, per questa gente continueremo a lottare e a progettare una Lamezia diversa, in cui presto questa sinistra rimarrà un triste ricordo. Colpo su colpo. (Nella foto il campo Rom di Lamezia)
Movimento Territorio e Lavoro
Movimento politico La Destra per Alleanza nazionale Lamezia Terme