PETRILLI AnnaLamezia Terme, 25 maggio 2013 - Personale della Polizia di Stato del Commissariato di Lamezia Terme ha arrestato nella mattinata di ieri, Anna Petrilli, classe 71, di Salerno, per furto aggravato commesso in una gioielleria sita su corso Numistrano e denunciato a piede libero la complice, la ventenne M. F. anche lei salernitana.

L’intervento degli agenti in servizio di volante sul territorio è scattato a seguito di una segnalazione effettuata dal proprietario di una gioielleria sita su corso Numistrano, insospettito dall’atteggiamento delle due donne entrate nella sua attività commerciale per visionare dei gioielli. Gli operatori, raccolte sommarie informazioni, rintracciavano le medesime all’interno di un’altra gioielleria dove si erano successivamente recate, sempre su corso Numistrano, riuscendo a bloccarle proprio poco prima che le stesse abbandonassero il locale. Dopo aver proceduto alla loro identificazione gli agenti decidevano  di visionare quanto contenuto nelle loro borse e prima che il controllo terminasse riuscivano a recuperare alcuni oggetti in oro e pietre preziose, dall’ingente valore, gettati con scaltrezza sotto unFurto gioielleria telecamere veicolo parcheggiato lì vicino. Nel frattempo il titolare dell’attività commerciale veniva invitato a fare un primo controllo per verificare cosa mancasse e successivamente si visionavano le immagini dell’impianto di videosorveglianza installato all’interno della gioielleria che chiaramente immortalava le donne e i momenti precisi in cui le stesse con destrezza riuscivano ad impossessarsi degli oggetti preziosi. Le immagini dimostrano come le donne hanno approfittato proprio del momentaneo allontanamento della moglie del titolare dal bancone, distratta da altro cliente appena entrato. Stante la flagranza del reato di furto aggravato la Petrilli, che annovera a suo carico numerosissimi pregiudizi e precedenti penali per reati specifici, veniva tratta in arresto e trattenuta presso le camere di sicurezza del Commissariato in attesa del giudizio per direttissima. La ventenne, in evidente e avanzato stato di gravidanza veniva deferita all’Autorità giudiziaria a piede libero e le veniva notificato il provvedimento di rimpatrio con foglio di via obbligatorio nel comune di residenza, emesso dal questore di Catanzaro.