Lamezia Terme, 13 maggio 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Il sindaco di Catanzaro non perde occasione per dar atto al presidente Scopelliti di quanto ha fatto e sta facendo,come commissario al piano di rientro, per la sanità del capoluogo. Ne ha tutte le ragioni. Il presidente Scopelliti,utilizzando gli ampi poteri concessigli dal commissariamento che gli consentono di superare il Consiglio regionale eletto, ha fatto per la sanità catanzarese di tutto e di più.
In tempi di ristrettezze come le attuali ed in presenza di un piano di rientro gravoso e che non essendosi concluso nei primi tre anni dovrà essere rinnovato, aggravando le tasse sui Cittadini calabresi, è ovvio che il Presidente Scopellitiper vestire un Santo deve spogliarne un altro. Cioè sacrificail resto per rafforzare il centro catanzarese. Un progetto sempre più evidente che attiragiustamentei ringraziamenti del sindaco di Catanzaro perché consolida ulteriormente la “Cittadella Sanitaria” ed incrementa le risorse annuali della sanità regionale verso Catanzaro. Così vengono rinnovati i finanziamenti per la Fondazione Campanella, unastruttura messa in discussione da tutti e che qualche tempo fa su Report ci fece vergognare di essere calabresi.Così viene salvata la Fondazione Betania,struttura privata che finisce per avere pubblici ed eccessivi finanziamenti solo perché si trova a Catanzaro.Così viene messa in campo la criticata convenzione con l’ospedale romano del Bambin Gesù, a cui vengono assegnati oltre due milioni dieuro l’anno per prestazioni che benissimo e da sempre sono effettuate nella nostra regione. Il senso di tutto ciò è che il Presidente Scopelliti deve acquisir meriti agli occhi della potente politica catanzarese, che andranno ricambiati quando si dovrà concludere la questione della cardiochirurgia a Reggio Calabria.Una giusta necessità di quel territorio trasformata in baratto. E’ giusto,quindi,che il sindaco di Catanzaro dia merito al Presidente Scopelliti, forse anche per ringraziarlo del fatto che la convenzione con l’ospedale romano è stata calata e strombazzata proprio nella fase delle elezioni comunali.Sarebbe al contrario doveroso che gli altri sindaci della provincia, ad iniziare da quello di Lamezia Terme, dicessero alle loro popolazioni che tutto ciò non è giusto perché tutti i rinforzi su Catanzaro avvengono deprivando il resto del territorio delle prestazioni essenziali; che non è giusto, perché quello che sta accadendo non risponde ai bisogni dei Cittadini, ma serve interessi localistici e di parte politica; che non è giusto, perché tutti questi interventi non hanno provocato nessun miglioramento delle prestazioni sanitarie che la Regione offre, come dimostra l’incremento della mobilità verso altre Regioni. Nell’ottica del presidente Scopelliti, in questo momento, la città di Lamezia Terme e il suo comprensorio non devono avere una sanità efficiente, perché devono fungere da bacino di utenza della cittadella sanitaria catanzarese. Chi rappresenta questo territorio oggi si deve accontentare della promessa di fantomatiche “eccellenze” come la porfiria e simili, si deve accontentare di aver avuto 8 inaugurazioni per la ritinteggiatura di vecchi ireparti, si deve accontentare del progetto di ritinteggiare le pareti esterne dell’ospedale. Chi rappresenta oggi questo territorio si deve soprattuttoaccontentare di un briciolo di risorse destinate alla sanità del lametino nel pubblico e nel privato,anche se Lamezia Terme e il Comprensorio rappresentano il 39% della provincia catanzarese. Ma c’è oggi qualcuno che rappresenta questo territorio? E’ quanto si è chiesto ieri mattina nella predica don Natale Colafati, evidenziando come le strutture sanitarie della nostra Città, dalle enormi potenzialità, stiano vivendo un degrado totale, tanto che i lametini devono recarsi nella vicina Catanzaro per qualsiasi prestazione, e come l’ospedale cittadino sia stato trasformato in un pronto soccorso nell’indifferenza totale dei politici di ogni colore, che dinanzi a questo scempio rimangono sordi, ciechi e muti.
Per il Comitato Salviamo la Sanità del Lametino
Francesco Antonio Mercuri