Lamezia Terme, 14 aprile 2013 - "Nel 2010 l’Istat ha lanciato un’iniziativa congiunta con il Cnel per la misurazione del BES Benessere equo e sostenibile), in pratica un’analisi multidimensionale degli aspetti rilevanti della qualità dei cittadini. Nel marzo scorso il Rapporto BES è stato presentato in Parlamento suscitando grande attenzione mediatica e grande interesse da parte di tutta la società civile. Ci stanno chiamando da tutta Italia per presentare il rapporto nei contesti più diversi perché questa è un’iniziativa di best – practice di livello internazionale”.
Così Tommaso Rondinella, ricercatore dell’Istat, che è stato relatore del seminario sul tema “Benessere equo e solidale. Oltre il Pil, nuove lenti per misurare la qualità sociale in Calabria. Strumenti e opportunità”, tenutosi a Lamezia Terme. L’incontro è stato organizzato nell’ambito del progetto FQTS 2013 (Formazione Quadri del Terzo Settore) finanziato dalla Fondazione con il Sud e sostenuto dal Forum del Terzo Settore insieme a ConVol, CSV Net e Consulta Nazionale del Volontariato. L’iter progettuale coinvolge le sei regioni meridionali di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Rondinella ha illustrato in maniera dettagliata e approfondita il Rapporto BES che è costituito da 12 domini riguardanti ambiente, salute, benessere economico, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione tempi di vita, relazioni sociali, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ricerca e innovazione, qualità dei servizi, politica e istituzioni. Ogni dominio è suddiviso in gruppi di indicatori di sviluppo globale (complessivamente 134). L’esperto dell’Istat ha spiegato che “il Pil non riflette la distribuzione del reddito, né il potere d’acquisto. Il prodotto interno lordo non contabilizza le esternalità negative come i danni ambientali e non determina il valore dei servizi secondo il valore di mercato, ed altro ancora”. I limiti del Pil hanno indotto il Cnel e l’Istat ad elaborare il Rapporto BES, un’iniziativa di ‘buone prassi’ riconosciuta anche oltre i nostri confini nazionali, per misurare il benessere e la qualità di vita."Nel giugno prossimo – ha annunciato Rondinella – pubblicheremo anche un primo set degli indicatori dei centri urbani relativo alle 15 città metropolitane italiane”. Il ricercatore ha poi sottolineato che dal Rapporto pubblicato a marzo sono già in evidenza degli elementi molto indicativi riguardanti le relazioni sociali. Nel nostro Paese c’è ormai una bassa fiducia negli altri. Ad essere sfiduciati sono i giovani, i poveri e i meno istruiti; le famiglie hanno un carico molto gravoso perché le reti sociali non sono presenti su tutto il territorio. Aumentano i care-giver, cioè le figure che si occupano di assistenza alle persone ma sempre meno famiglie beneficiano del supporto delle reti di aiuto. Rondinella ha poi rimarcato: “Sul Rapporto BES si è sviluppata una ampia e articolata discussione politica perché parla di una certa visione della realtà. Da quando l’abbiamo pubblicato stiamo facendo almeno quattro presentazioni a settimana in tutte le regioni e nei contesti sociali più diversi perché il benessere, la sostenibilità, la qualità di vita, interessano e coinvolgono tutti, dalle istituzioni all’associazione locale, dalle realtà organizzate al singolo cittadino”. Ad aprire i lavori del seminario è stato Mauro Giannelli, coordinatore nazionale del Progetto FQTS 2013, il quale ha dichiarato: “Siamo al quarto anno del progetto per la formazione dei quadri del Terzo Settore, sicuramente andremo avanti ancora e stiamo anche pensando di coinvolgere le regioni del Nord e non solo quelle meridionali. Il nostro obiettivo è quello di costruire relazioni nel mondo del sociale, tra il Terzo Settore e la società in genere per promuovere formazione e innovazione”. Dopo gli interventi dei due relatori, il seminario è proseguito con la conoscenza di tre realtà sociali calabresi che già si muovono nell’ottica degli indicatori del Rapporto BES. A portare la loro testimonianza sono state le imprese sociali “Talìa” di Lamezia Terme e “Orme nel parco” di Zagarise insieme alla cooperativa sociale di Cosenza “Strade di casa”. L’ingegnere Antonio Scaramuzzino per Talìa ha illustrato il progetto Habitat che l’impresa sta conducendo per la riqualificazione e l’utilizzo dei parchi urbani lametini. Il product manager Massimiliano Capalbo ha presentato Orme nel parco, l’impresa turistica eco-sostenibile che nei boschi di Zagarise, nella Sila catanzarese, ha creato da qualche anno il più grande parco avventura del Sud. A parlare di “Strade di casa”, la comunità per malati psichici di Cosenza, è stato l’operatore sociale Pino Fabiano.