Bronzi RiaceReggio Calabria, 21 agosto 2013 - Riceviamo e publichiamo. I Bronzi di Riace attualmente esposti al Palazzo Campanella di Reggio Calabria, e che di recente sono stati oggetto di un ulteriore restauro, verranno ricollocati nel gennaio prossimo presso il museo di Reggio, a sua volta oggetto negli ultimi anni di lavori di ristrutturazione.

Da tempo però e soprattutto durante la fase transitoria degli interventi menzionati, tali opere d’arte sono investite da diverse polemiche, tipo quelle a cui si è assistito di recente alla trasmissione televisiva Uno Mattina Estate, tendenti a denigrare la città di Reggio Calabria e tutto il Sud Italia. Tra chi denigra non mancano i soliti ascari meridionali, pronti a favorire gli interessi del nord. Ancor di più c’è chi rincara la dose, sostenendo che i Bronzi di Riace non dovrebbero appartenere a una sola città italiana, ma a un’identità nazionale! Ma quale identità nazionale? Di certo non quella nata tra le menzogne del finto risorgimento italiano pilotato dai Savoia. I Bronzi sono uno straordinario esempio di quella cultura della Magna Grecia che ha visto la Calabria protagonista. Unione Mediterranea invita fermamente la classe politica calabrese, che a tale argomento attribuisce forse scarsa rilevanza, considerata la mancata risposta al dibattito andato in onda su Rai 1, di prendere esplicita e netta posizione sul fatto che i Bronzi di Riace appartengono in primis alla Calabria, o se vogliamo alla Magna Grecia tutta, e che nessuno deve permettersi di lanciare offese ed accuse risibili nei confronti della città di Reggio Calabria e di altre realtà del Meridione.

MARCO ESPOSITO – segretario Unione Mediterranea
FLAVIA SORRENTINO – portavoce Unione Mediterranea
ROBERTO LONGO – coordinatore nazionale Unione Mediterranea
LORENZO TROPEA – circolo territoriale Calabria di Unione Mediterranea