Carcere CatanzaroCatanzaro, 30 aprile 2014 - Le segreterie regionali delle organizzazioni sindacali Uil, Osapp, Cis, Ugl, Cgil di Polizia Penitenziaria, hanno proclamato lo stato di agitazione annunciando una manifestazione che si terrà davanti all'Istituto penitenziario di Catanzaro nei prossimi giorni.

"Tale iniziativa - è scritto in una nota - nasce dalla circostanza che l'apertura del nuovo padiglione di reclusione ordinaria - RO - presso l'Istituto penitenziario di Siano non è stata accompagnata da un adeguato contingente di Polizia penitenziaria per come invece era stato preannunciato. L'implementazione temporanea delle risorse umane, oltre all'organico parziale di Lamezia Terme, doveva interessare 35 unità con provvedimento di distacco fino al mese di giugno al quale poi dovrebbe conseguire un'assegnazione definitiva - si auspica - di pari unità. In realtà - prosegue la nota - nell'istituto ne sono arrivati meno della metà. Atteso che nei primi giorni di maggio l'istituto sarà interessato da arrivi che sfioreranno i 200 detenuti per un totale definitivo di 288, ne deriverà giocoforza la compressione dei diritti del personale di Polizia penitenziaria". I sindacati lamentano "l'inadeguata attenzione che il Provveditore rivolge alle organizzazioni sindacali. In data 15.04.2014 - spiegano - era stato richiesto il ritiro di un provvedimento illegittimo riguardante disposizioni imperative afferenti l'impiego del personale proveniente dal dismesso Istituto di Lamezia Terme senza però aver ricevuto adeguata risposta. Non vorrebbero che, quella della illegalità, diventasse una tradizione dell'Amministrazione penitenziaria. Per garantire il buon funzionamento del nuovo padiglione - a pieno regime - sono state calcolate 87 unità di Polizia Penitenziaria. Attualmente può contare su meno di 40 unita'. Si comprende, dunque, - spiegano i sindacati - come la circostanza del mancato arrivo di almeno - anche se non sufficienti - 20 unità possa di fatto determinare un totale corto circuito dei diritti del personale con inevitabili riflessi sulla sicurezza. Se dovesse permanere dunque l'incertezza sui numeri - si lege in conclusione - non ci sarà alternativa alla protesta permanente". (Agi)