Corte dei ContiCz2Catanzaro, 10 dicembre 2020 -  "Sono tre le criticità che incidono maggiormente sul saldo di bilancio finale della Regione Calabria".

Lo ha detto il magistrato Stefania Anna Dorigo nel corso della teleconferenza della Corte dei conti sul Giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione Calabria per l'esercizio finanziario 2019.

"Sul saldo di bilancio finale - ha aggiunto Dorigo - incidono criticità di cui la Regione è affetta da tempo e che sono già state sottolineate dalla Corte dei Conti. La prima criticità è la scarsa disponibilità di risorse liquide, la seconda riguarda crediti molto risalenti nel tempo e per cui i debitori presentano evidenti difficoltà di pagamento, la terza è la sussistenza di un enorme contenzioso. Già nel 2018 la Corte aveva messo in luce che il fondo cassa regionale, al netto della sanità, era pari, a fine esercizio, a circa 428 milioni di euro.

Tale fondo era gravato per circa un quarto da pignoramenti (alcuni anche risalenti ai primi anni 2000) che drenavano liquidità alla Regione. A distanza di un anno il fondo cassa della gestione ordinaria della Regione si è ridotto a circa 230 milioni di euro, mentre la quota vincolata ammonta a circa 97 milioni di euro, ossia al 42%. Tutto ciò fa si che le effettive disponibilità di cassa della Regione, al 31 dicembre 2019, siano pari a soli 133 milioni di euro, il saldo peggiore nell'ultimo quinquennio".

Secondo Dorigo, "già nel 2018 era emerso che la Regione vantava crediti di incerto recupero verso alcuni Comuni. Per il conferimento dei rifiuti, per esempio, si parla di cifre di circa 312 milioni; per la fornitura idrica di 266 milioni. Emblematici, a riguardo, i casi di Reggio Calabria e di Cosenza, che avevano omesso di inserire in bilancio debiti per, rispettivamente, quasi 65 milioni di euro e 19 milioni e mezzo. Nel 2019 si è potuto appurare che la Regione ha intrapreso iniziative volte, da un lato, a mitigare il rischio di mancata riscossione delle obbligazioni citate, dall'altro lato a stimolare l'effettivo adempimento da parte degli enti locali debitori."

"Il processo correttivo avviato dalla Regione non è ancora pienamente soddisfacente - ha concluso Dorigo - ma non si puo' non evidenziare che è stato iniziato un cammino volto a far sé che crediti non riscossi anche da decenni, basti pensare che le forniture idriche non onorate dai Comuni calabresi risalgono al periodo 1981-2004, vengano correttamente rappresentati in bilancio".