Finanza auto17Catanzaro, 21 luglio 2020 - Un'operazione in Italia e Svizzera è stata condotta dalla Guardia di finanza e della polizia elvetica per l'arresto di 75 persone accusate di essere legate a cosche della 'ndrangheta.

Complessivamente gli indagatisono 158, ai quali sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, associazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio, fittizia intestazione di beni, corruzione ed altri reati, tutti aggravati dalle modalità mafiose.

Colpiti diversi esponenti diaffermate e risalenti famiglie della criminalità organizzata calabrese, operanti principalmente nel territorio che collega Lamezia Terme alla provincia di Vibo Valentia. L'operazione, coordinata dalla Dda di Catanzaro, è condotta dai finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico) di Roma, con il supporto dei reparti del Comando regionale Calabria, in simultanea con la Polizia giudiziaria federale diBerna.

Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati beni per 169 milioni di euro.L'operazione è il frutto di anni di lavoro investigativo svolto nell'ambito di una Squadra investigativa comune (Joint Investigation Team) costituita presso Eurojust tra magistratura e forze di polizia dei due Paesi, cui hanno aderito, per l'Italia, la Dda di Catanzaro e reparti della Guardia di finanza (Nucleo di PoliziaEconomico-Finanziaria di Catanzaro e Scico di Roma) e, per la Svizzera, la Procura della Confederazione Elvetica di Berna e la Polizia Giudiziaria Federale di Berna.

Due imprese riconducibili ad altrettante persone sottoposte a fermo hanno avuto accesso al "Fondo centrale di garanzia Pmi", misura di sostegno statale per l'accesso agevolato al credito, rivolto sia alle piccole e medie imprese che alle persone fisiche, la cui attività imprenditoriale era stata danneggiata dall'emergenza Covid-19. E' quanto emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di finanza. Una delle due imprese è stata sottoposta a provvedimento di sequestro d'urgenza. Dalle indagini è anche emerso che 3 fermati avevano ottenuto il reddito di cittadinanza, uno quale diretto richiedente e, negli altri due casi, ne avevano beneficiato quali componenti di un nucleo familiare.