Adamo NicolaCosenza, 3 giugno 2019 - “L’informazione pubblica che i magistrati inquirenti svolgono sulle attività di indagine deve sempre rispettare il principio di presunzione di non colpevolezza e la dignità dei soggetti coinvolti, ormai patrimonio condiviso, anche in ambito europeo. Le recenti modalità di comunicazione che hanno caratterizzato la "presentazione" dei procedimenti denominati "Lande desolate" e "Passepartout" mi hanno indotto a formalizzare un esposto nei confronti del procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, indirizzato al presidente del Consiglio superiore della magistratura, al procuratore generale presso la Corte di Cassazione e al procuratore generale presso la competente Corte di Appello".

Così, Nicola Adamo, già vicepresidente della Giunta regionale, parlamentare e uomo di punta del Pd calabrese, indagato dalla Procura di Catanzaro. "Questa mia doverosa iniziativa non ha nulla a che vedere con il merito della vicenda rispetto al quale, come sempre - aggiunge - non mi sottrarrò all’accertamento dei fatti per difendere la mia totale innocenza. Con i miei legali, Ugo Celestino e Fabio Viglione, mi difenderò nel processo e non dal processo, nel pieno rispetto delle regole e con la fiducia che ciascun cittadino deve nutrire nel lavoro dell’autorità giudiziaria. L'esposto ho inteso inoltrarlo, dunque, al solo fine di tutelare i diritti e la dignità dell'indagato nel tentativo di contrastare gogne mediatiche conseguenti a suggestioni colpevoliste magari fondate su pregiudizi accusatori".