Riace strada colorRiace, 14 ottobre 2018 - Non c'è tensione tre i migranti che vivono a Riace, dopo la circolare con cui ieri il ministero dell'Interno ne ha disposto il trasferimento, ma preoccupazione e rabbia sì.

Sentimenti che un gruppo di giovani che vivono da tempo nel centro del reggino ha voluto esprimere direttamente al sindaco, Domenico Lucano, andando a trovarlo nella casa in cui dal 2 ottobre si trova agli arresti domiciliari."Non vogliamo andare via da Riace. Qui c'è la nostra nuova vita", hanno detto i migranti a Lucano. Le strade del paese stamattina si presentano deserte. Non c'è l'atmosfera festosa di tutti giorni, complice anche la pioggia, e prevale una sorta di rassegnazione. Tutti hanno come riferimento Lucano ed aspettano con speranza la reazione dei suoi legali che hanno preannunciato un ricorso al Tar per chiedere l'annullamento della decisione del Viminale, ma quello che si coglie in generale é un sentimento di tristezza e di sconforto.

Direttrice Sprar: nessuno deportato

"Non ci sarà alcuna deportazione da Riace, le persone che sono in accoglienza possono proseguire il progetto di integrazione in un altro progetto Sprar e noi, operativamente, cerchiamo di individuare altri posti che siano adeguati". Lo ha detto al Gr1 Rai Daniela Di Capua, direttrice del Servizio centrale dello Sprar, il sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati, in merito alle notizie di possibili trasferimenti dei migranti che vivono a Riace, dopo la chiusura del progetto di integrazione su disposizione del Viminale.