Catanzaro, 29 marzo 2018 - Con apposito decreto, recependo le istanze dei Centri per l’impiego e degli operatori accreditati, sono state accolte alcune integrazioni all’avviso “Dote lavoro e inclusione attiva” ed è stato inoltre approvato il Manuale unico di Gestione e Controllo con i relativi allegati.
La prima fase del bando, relativa alla presentazione della domanda di accesso alla dote a firma del rappresentante legale dell’operatore accreditato ai servizi per il lavoro (DGR n. 172/2017), ha preso il via con la pubblicazione sul BURC del decreto n. 12951 del 22 novembre 2017 (Burc n. 121 del 27/11/2017) e rimarrà aperta fino ad esaurimento delle risorse previste per il periodo 2018/2019. Ciascun operatore accreditato, previa acquisizione della comunicazione di accettazione della domanda di accesso alla dote, sottoscriverà un atto di adesione ed obbligo quadro.
In relazione alla seconda fase per il periodo 2018/2019, acquisite le comunicazioni di accettazione relative alla prima fase, gli operatori accreditati dovranno presentare, dal decimo giorno successivo alla pubblicazione sul BURC del decreto che approva le integrazioni all’avviso ed il Manuale Unico di Gestione e Controllo, di cui è in itinere la pubblicazione, fino ad esaurimento delle risorse finanziarie previste per tale annualità, attraverso l’apposita piattaforma telematica a pena di inammissibilità, la documentazione di seguito elencata:
domanda di accesso alla dote a firma del destinatario;
Piano d’Intervento Personalizzato (P.I.P.);
attestazione, a firma dell’operatore, dei requisiti del destinatario: età, residenza, documentazione attestante il percorso lavorativo del destinatario (stato di disoccupazione, Dichiarazione di Immediata Disponibilità, Patto di servizio personalizzato, iscrizione al collocamento mirato), condizioni di maggiore vulnerabilità e presa in carico da parte dei servizi sociali (Dote inclusione attiva), classe di svantaggio;
copia del documento di identità del destinatario.
Nella predetta seconda fase si potranno opzionare le risorse utilizzando le apposite funzionalità della piattaforma e dei calendari appuntamenti per la gestione dei PIP. La Regione Calabria procederà, con apposito provvedimento amministrativo, ad approvare i PIP e ad impegnare le relative risorse finanziarie. f.d. Link alla pagina del bando: http://calabriaeuropa.regione.calabria.it/website/bando/327/index.html
Progetto di legge su tutela biodiversità agraria
La seconda commissione del Consiglio regionale, nella seduta di ieri, 28 marzo 2018, ha licenziato all’unanimità la proposta di legge presentata dal Consigliere Mauro D’Acri per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria di interesse regionale. Con l’approvazione della proposta di legge si vuole dotare la Regione Calabria di uno strumento normativo sul tema in questione già affrontato dalla maggior parte delle Regioni Italiane nel corso dell’ultimo ventennio, e di recente dal Governo nazionale, con l’approvazione della legge nazionale sulla biodiversità Agraria n. 194 del 2015.
Nonostante il vuoto normativo, la Regione Calabria, ancor prima della Convenzione di Rio del 1992 e del trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche del 1994, ha attuato con l’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ex ARSSA e ex ESAC), programmi regionali e interregionali che hanno permesso la tutela e la salvaguardia di razze autoctone come il suino nero e la vacca podolica, e specie vegetali a rischio di estinzione, ancora oggi conservate nei Centri Sperimentali Dimostrativi dell’Azienda.
La Regione Calabria, con l’attuazione di questa legge, nel rispetto degli obblighi nazionali e internazionali, intente promuovere e garantire l’utilizzazione collettiva di tutto il patrimonio calabrese di varietà vegetali, razze animali e ceppi microbici, attraverso l’istituzione di strumenti regolatori della materia quali il Registro Regionale della Biodiversità Agraria, le commissioni tecnico-scientifiche che hanno il compito di individuare la biodiversità da iscrivere al predetto registro e in quello istituito con la legge nazionale, le modalità di funzionamento delle strutture per la conservazione della biodiversità agraria. A questo scopo un ruolo centrale sarà svolto dall’ARSAC, che oltre a proseguire nell’opera di conservazione ex situ, secondo le linee guida ministeriali, avrà il compito di gestire il Registro regionale di biodiversità di interesse agrario e la Rete di conservazione, tutela e salvaguardia della biodiversità. E’ previsto un coinvolgimento diretto degli attori protagonisti impegnati nella conservazione della Biodiversità agraria, attraverso il riconoscimento della funzione di pubblica utilità svolta dagli agricoltori e allevatori custodi, l’istituzione di una rete della Biodiversità regionale, il libero scambio della biodiversità regionale, la promozione delle comunità del cibo e della biodiversità agraria e alimentare e iniziative informative e di sensibilizzazione indirizzate ai cittadini calabresi. "In attesa del passaggio definito nel prossimo Consiglio Regionale – ha sottolineato il Consigliere delegato all'Agricoltura Mauro D’Acri - questa proposta di legge di cui ho l’onore di essere primo firmatario, insieme ai miei colleghi consiglieri regionali, è nata anche grazie al contributo attivo, generoso e appassionato dei divulgatori agricoli dell’ARSAC, dagli spunti pervenuti in questi anni dai vari territori rurali di questa regione, personalmente visitati giorno per giorno, dalle esperienze attive maturate delle organizzazioni professionali agricole e delle associazioni regionali, e soprattutto dagli agricoltori e allevatori custodi a cui va il mio più sincero ringraziamento".