Stretto di MessinaLamezia Terme, 22 dicembre 2017 - Come una "finestra", una spaccatura profonda sotto il mar Ionio. E' quanto scoperto dai ricercatori del Cnr dell'Istituto di scienze marine Ismar-Cnr di Bologna, dell'università di Parma, dell'Ingv e del Geomar (Germania) e pubblicato su Nature Communications e che allontana progressivamente la Sicilia dalla Calabria.

"Le numerose campagne oceanografiche effettuate nella zona hanno permesso di scoprire un sistema di faglie diffuso non lontano dalle coste che ora può essere sorvegliato. Aver scoperto questo sistema di faglie in mare è positivo. Faglie a terra, infatti, farebbero senz'altro più danni. Si tratta di processi lenti e non catastrofici che confermano i rischi geologici che la zona conosce". Così, la ricercatrice del Cnr, Alina Polonia. "Le faglie lungo le quali risale il mantello della Tetide - ha aggiunto - controllano anche la formazione del Monte Etna, dimostrando che si tratta di strutture in grado di innescare processi vulcanici e causare terremoti. Queste faglie, infatti, sono profonde e lunghe decine di chilometri, e separano blocchi di crosta terrestre in movimento reciproco. Grazie a questa scoperta l'Arco Calabro, il sistema di subduzione tra Africa ed Europa nel Mar Ionio, ha un importante primato: è l'unica regione al mondo in cui sia stato descritto materiale del mantello in risalita dalla placca in subduzione. Questa scoperta avrà importanti implicazioni per capire meglio come si formano le catene montuose e come questi processi siano legati ai forti terremoti storici registrati in Sicilia e Calabria".