Fittante Costantino1Lamezia Terme, 19 maggio 2016 -  Spiace leggere che il presidente del Consiglio regionale intende procedere alla scelta, delle persone da nominare  nei diversi Enti, per sorteggio. Ho avuto l'occasione di incontrarlo un paio di volte e ne ho ricavato una buona impressione. Mi chiedo chi lo ha consigliato? Possibile che non si rende conto che va incontro a critiche, osservazioni, contenziosi?

L'ipotesi, innanzi tutto, segnala: l'incapacità della politica regionale e della maggioranza di governo di compiere le scelte che le leggi attribuiscono al Consiglio; la rinuncia del presidente Irto di esercitare i poteri sostitutivi che la legge gli attribuisce, procedendo alle nomine scegliendo in piena aotonomia; la paura dello stesso Presidente di dover scegliere dagli appositi elenchi dei candidati entro le quali, magari, figurano persone con titoli e competenze indiscutibili ma senza la tessera del Pd e non amci di qualche sottosegretario. E fin quì questioni politiche grandi che ci si illude di aggirare con il sorteggio. Un metodo questo che è efficace per la propaganda, ma che non modifica di una virgola l'incapacità politica di compiere scelte alla luce del sole, inattacabili perchè innovative e fuori da ogni "lottizzazione". Ci sono poi i problemi giuridici e formali. Le nomine da fare sono di varia natura. Per alcuni enti, ad esempio, nei rispettivi Consigli di ammnistrazione, bisogna garantire le rappresentanze della maggioranza e della minoranza del Consiglio. Per il conseguimento di tale obiettivo si procede con voto limitato: se sono tre le persone da nominare, sulla scheda non si possono scrive più di due nominativi da parte dei consiglieri. Come si può garantire tale equilibrio con il sorteggio? Se dovesse affermarsdi il sorteggio come metodo generale, allora andrebbe applicato anche quando si tratta di eleggere l'Ufficio di oresidenza del Consiglio: tutti i consiglieri candidati, i rispettivi nominativi depositati in una urna, dalla quale si estraggono uno per il presidente, due per i vice e due per i Segratari-Questori. Una aberrazione della democrazia e dei suoi equilibri di rappresentanza. C'è inoltre un aspetto da non sottovalutare. Il contenzioso. Negli avvisi pubblici per le candidature, non è fatto assolutamente cenno a questo metodo per le scelte delle persone da nominare. Chiunque tra i candidati non "assistiti dalla fortuna", può adire le vie legali per l'annullamento della procedura seguita. C'è un altro significativo aspetto: nominare un fortunato estratto a sorte, in possesso certo dei requisiti minimi in virtù dei quali è stato incluso in un elenco, e privarsi contemporaneamente di altri candidati che, oltre a questi elementi di base, hanno competenze ed esperienze specifiche e valide. Infine, non si può non cogliere una sorta di contraddizione. Di recente si è proceduto alla nomina del Garante dell'infanzia. In questo caso è stato individuato il soggetto da nominare senza alcun passaggio da sorteggi e similie.