Lamezia Terme, 17 marzo 2016 - Ho seguito con interesse l'intervista rilasciata al Tg3 Calabria dal ministro Delrio il quale ha affermato che entro dicembre 2016 i calabresi potranno viaggare su una autostrada sicura e a quattro corsie; che i fondi destinati alla Calabria per questa arteria non sono stati ridotti, semmai risparmiati per la revisione cui sono stati sottoposti i progetti considerati sopradimensionati. Nel corso degli anni ho viaggiato spesso sull'autostrada da Salerno a Reggio Calabria e ho dovuto fare i conti con rallentamenti per "lavori in corso" e deviazioni.
Di recente mi è capitato di percorlerla ancora constatando che ci sono tratti a quattro corsie e con due corsie di emergenza degni di questo nome; tratti sempre a quattro corsie ma con le corsie di emergenza originari (cioè trette e pericolose); lunghi viodotti e ponti rimasti ancora come realizzati negli anni '60. Chi voglia verificare queste mie affermazioni, non deve che fare una esperienza: percorrere l'autostrada dallo svincolo di Falerna a quello di Sant'Onofrio-Vibo Valentia. Si accorgerà che per tutto il tratto in pianura, cioè da Falerna allo svincolo di Pizzo (presso l'Angitola), l'autostrada è a quatto corsie, due per direzioine di marcia, più ampie di quelle realizzate negli anni '60, e con due corsie di emergenza anch'esse larghe e comode. Salendo per lo svincolo di Sant'Onofrio-Vibo Valentia., però, l'intero viodotto è ancora nelle condizioni originarie: quattro corsie piuttosto strette più quella di emergenza paragonabile ad una pista ciclabile. Situazioni analoghe ci sono anche in altri tratti di autostrada e interessano viodotti e gallerie. Chiedo al ministro Delrio, i lavori da completare entro dicembre 2016 e per i quali esisterebbero gli adeguati stanziamenti, comprendono anche l'adeguamento dei tratti lungo i quali esistono viodotti o questi resteranno così come sono? In questo caso, on. ministro, non ci consegnarete una autostrada a quattro corsie più quelle di emergenza che si sviluppa uniformemente per tutta la sua percorrenza, ma un nastro autostradale che si allarga e si stringe a secondo dei tratti e della orografia del territorio. Suvvia, onorevole ministro, i calabresi siamo forse troppo creduloni, ma certamente non fessi!